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“IPR ENFORCEMENT” :MARCO CAPPATO SCRIVE A RODOTA’, RISCHI PER LA PRIVACY

Marco Cappato ha scritto una lettera aperta al Garante della Privacy  Stefano Rodotà. Il parlamentare europeo è intervenuto nel dibattito  sul futuro normativo di una materia complessa e controversa, quale quella della proprietà intellettuale. Un argomento di particolare importanza per la diffusione di contenuti nella Società dell'Informazione e che ha impatti sul tema della protezione della privacy. Secondo Marco Cappato "con l'orientamento proposto dalla Relatrice si rischia di criminalizzare qualsiasi comportamento degli utenti di Internet, ponendo sullo stesso piano gli utenti che compiono semplici "condivisioni di file" ad uso privato (anche semplici scambi di foto digitali su Internet), e le organizzazioni criminali che vivono di pirateria e contraffazione su scala industriale. Per il parlamentare europeo anche "sotto il profilo della privacy le conseguenze potrebbero essere devastanti. Strettamente correlato all'estensione dello scopo della direttiva è infatti l'emendamento della Relatrice relativo ai "diritti di informazione". Secondo l'art. 9 del testo originale, il "detentore del diritto" (brevetto, diritto d'autore, ...) ha la possibilità di richiedere al fornitore di accesso Internet i nominativi e i dati personali degli utenti Internet sospetti di violazione dei diritti di proprietà intellettuale. La proposta della Relatrice, letta congiuntamente con la proposta di estendere il campo di applicazione della direttiva, comporterebbe la possibilità, da parte del detentore del diritto, di richiedere al fornitore di accesso Internet i nominativi e i dati personali anche per un semplice sospetto di violazione, di qualsiasi tipo, anche in assenza di fini commerciali."

 

 

Qui di seguito riportiamo il testo della lettera.

 

 

 

 

Egregio Presidente,

 

Voglio portare alla tua attenzione un pericolo immediato di criminalizzazione a livello di Unione europea di attività molto diffuse sulla Rete, che implicherebbe un deterioramento immediato della protezione della privacy su internet.

 

E' infatti attualmente in discussione una proposta di direttiva della Commissione europea - che sarà votata giovedì 27 novembre dalla Commissione Giuridica del Parlamento europeo - relativa alle misure e alle procedure volte ad assicurare l'effettivo rispetto dei diritti della cosiddetta "proprietà intellettuale" (brutta espressione questa, che sottointende un'estensione automatica delle regole utilizzate per i beni materiali a beni di natura molto diversa, quali ad esempio le idee). La Commissione europea ha inteso la proposta di direttiva come uno strumento di protezione dalle minacce che i prodotti frutto di contraffazione e pirateria comportano per l'economia. Considerato l'ampio campo di applicazione della proposta di Direttiva (brevetti, marchi, diritti di riproduzione, design industriali), e considerate le sanzioni incluse nella direttiva (sanzioni penali proporzionate alla gravità del reato commesso), la Commissione ha delimitato il campo di applicazione alle violazioni commesse per scopi commerciali, o al caso in cui tali violazioni arrechino un danno significativo ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale .

 

Nel dibattito in corso presso la Commissione Giuridica e per il Mercato Interno del Parlamento europeo, la Relatrice On. Janelly Fourtou, ha proposto emendamenti che, eliminando la formulazione originaria della Commissione europea, estenderebbero il campo di applicazione della direttiva a ogni tipo di violazione di qualsiasi tipo di "proprietà intellettuale", quale che ne sia il grado di intenzionalità, lo scopo e le conseguenze.

 

Sono evidenti i pericoli ai quali il mondo legato a Internet andrebbe incontro nel caso in cui tali emendamenti venissero accolti. In particolare, con l'orientamento proposto dalla Relatrice si rischia di criminalizzare qualsiasi comportamento degli utenti di Internet, ponendo sullo stesso piano gli utenti che compiono semplici "condivisioni di file" ad uso privato (anche semplici scambi di foto digitali su Internet), e le organizzazioni criminali che vivono di pirateria e contraffazione su scala industriale.

 

Sotto il profilo della privacy le conseguenze potrebbero essere devastanti. Strettamente correlato all'estensione dello scopo della direttiva è infatti l'emendamento della Relatrice relativo ai "diritti di informazione".

 

Secondo l'art. 9 del testo originale, il "detentore del diritto" (brevetto, diritto d'autore, ...) ha la possibilità di richiedere al fornitore di accesso Internet i nominativi e i dati personali degli utenti Internet sospetti di violazione dei diritti di proprietà intellettuale. La proposta della Relatrice, letta congiuntamente con la proposta di estendere il campo di applicazione della direttiva, comporterebbe la possibilità, da parte del detentore del diritto, di richiedere al fornitore di accesso Internet i nominativi e i dati personali anche per un semplice sospetto di violazione, di qualsiasi tipo, anche in assenza di fini commerciali.

 

Se un tale provvedimento fosse approvato, costituirebbe una patente violazione su larghissima scala dei diritti costituzionali di riservatezza e protezione dei dati personali, dei quali tu sei autorevole garante anche in ambito europeo.

 

Confido dunque in un tuo urgente intervento già prima del voto di giovedì, di una presa di posizione anche pubblica a difesa dei diritti inviolabili di riservatezza del cittadino.

 

 


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